N° 0, agosto 2018

Cari compatrioti di maggioranza vi serve un’altra idea

pubblicato il
18 Agosto 2018

Prima che gli eventi di Genova catalizzassero tutte le attenzioni,  era (ed ancora sotto la cenere è) in corso la polemica interna al Governo sul “dossier TAV”.

Toninelli ricorda che sul Contratto [cioè il patto programmatico di maggioranza su cui si fonda il Governo] c’è scritto che va fermato tutto, e ridiscusso integralmente il progetto.

Salvini dice che lui preferebbe procedere, ma che è vero che “il Contratto dice che vanno riverificati i costi/benefici, quindi riverifichiamo”.

Ma insomma che c’è scritto su ‘sto Contratto ?

E’ stato pubblicato da tutti i giornali (testo completo per esempio qui), quindi andiamo a leggere.

Con riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione, ci impegniamo a ridiscuterne integralmente il progetto nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia.

Oooooh. Bene.

“Quindi ha ragione Toninelli. E basta. Ridiscutere integralmente, lo capisce anche un cretino, non vuole solo dire rifare i conti, ma rivalutare tutti gli impatti, compreso il gradimento della popolazione.”

“Ma nooo! Ma ti pare che ripartiamo da zero? Ma lo sai che vuol dire? E’ chiaro che si intendeva ricontrollare i costi dai, tenerli bassi, e garantire che la cosa produca profitti o comunque vantaggi chiari.”

La realtà, ragazzi miei, è che nessuno dei due “contraenti” può costringere l’altro ad adempiere ad alcuna delle clausole del patto.

Il loro rapporto di forza oggi è in pareggio: se uno dei due si impunta l’altro molla, e la giostra si ferma per tutti e due.

Cari compatrioti a cui piacevano le intenzioni dell’uno o dell’altro: avrete soddisfazione solo per quelle poche cose che l’uno vuol fare, e che non fanno vomitare l’altro.

Prendete ad esempio la xenofobia: Salvini ha chiesto ed ottenuto mano libera sugli immigrati, e Di Maio gliel’ha concessa perché ha verificato che il suo elettorato non lo aspetta sotto casa con i cavolfiori marci.

Sulla maggior parte degli altri punti, però, si trovano in situazione di stallo.

E con loro pure voi.

Le cause dello stallo governativo sono molto diverse rispetto a quelle dell’immobilismo dei governi precedenti. Ma il risultato è lo stesso.

Il Cambiamento che avete sperato non sta avvenendo, e non avverrà.

Temo che dobbiate ripensare la vostra strategia.
Vi serve un’altra idea.

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Le parole ci definiscono agli occhi degli altri, descrivono ciò che siamo ma soprattutto tagliano via ciò che non siamo o non si presume che siamo, ci delimitano imprigionandoci dentro un tracciato, sia quando le abbiamo scelte noi che quando sono imposte da altri. Per questo rivendichiamo la parola “buonisti” e ne facciamo non un recinto ma una base aperta da dove e sulla quale può partire e svilupparsi un discorso e un confronto rivolto a chiunque, ma fondato sulla tolleranza e sul rispetto universali.

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