N° 0, agosto 2018

Evelina Santangelo, intervista su Repubblica

pubblicato il
25 Agosto 2018

«Non siamo semplicemente dinanzi a una responsabilità politica, ma a una responsabilità storica», così inizia la mia intervista su la Repubblica – Palermo, dopo aver firmato insieme a migliaia di cittadini il #Manifestopromosso dal #ForumAntirazzistaPalermo e lanciato da #Repubblica. (palermo@repubblica.it)

Il 22 agosto sono usciti su la Repubblica – Palermo tre articoli che rappresentano
1) la logica perseguita dal #governogialloverde: non trovare soluzioni chiare e limpide ai problemi dell’accoglienza in Sicilia come nel caso del #Cara di #Mineo, ma togliere risorse, moltiplicare i problemi, rendere non sostenibile e impossibile l’accoglienza.
2) le forze che, nel Paese reale, possono creare un fronte compatto contro la violazione dei diritti umani e dei trattati internazionali perseguita dal #MinistroDegliInterni nel silenzio complice della maggioranza del #M5Stelle: volontari, vescovi, sindaci…
3) II modo in cui la violenza del linguaggio politico xenofobo e discriminatorio finisce per diventare #CacciaAlMigrante come accaduto a #Partinico.

Qui i link agli articoli: http://ricerca.repubblica.it/ricerca/repubblica?query=evelina+santangelo&view=repubblica

Così, infine la mia intervista sulle #ResponsabilitàStoriche cui tutti siamo chiamati oggi non è altro che la riflessione di chi, come la sottoscritta (per scrivere il nuovo romanzo), da molti anni studia la galassia neonazista, la banalità dell’odio del #bravopadredifamiglia, la specificità che oggi fa della #Sicilia un #Bastione contro la #Paura alimentata da chi ingrassa il proprio consenso distorcendo la percezione della realtà e speculando sul disagio e lo spaesamento della gente, con l’obiettivo di trasformare #ParoleViolente di totale inciviltà in #SensoComune.

Riporto di seguito una delle risposte alla domanda su Quali siano queste parole violente:

«Sono sempre le stesse. Le ho sentite pronunciare in raduni neonazisti europei, in manifestazioni xenofobe a ogni latitudine, e sono quelle che continuano a ripetere da tempo forze politiche ed esponenti di questo governo. Invasione, radici cristiane, sostituzione etnica… sempre connotate anche da un fortissimo antieuropeismo e da una visione euroasiatica, cioè un’Europa che guardi alla Russia di Putin. Oggi, a mio avviso, si è già andati oltre la xenofobia. Oggi ci si scaglia contro chiunque non si adegui: giornalisti, scrittori, vescovi, cittadini. Perché è così: quando cominci a dire chi ha più diritti di altri, alla fine il diritto stesso di parola è solo di chi decide chi ha più diritti e dei suoi seguaci…
Adesso Salvini vuole conquistare l’isola. L’unico argine è la galassia di associazioni (cattoliche e laiche) custodi dello spirito costituzionale… Speriamo che la parte migliore del #M5Stelle lo capisca in tempo»

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Partigiani del pensiero positivo

Le parole ci definiscono agli occhi degli altri, descrivono ciò che siamo ma soprattutto tagliano via ciò che non siamo o non si presume che siamo, ci delimitano imprigionandoci dentro un tracciato, sia quando le abbiamo scelte noi che quando sono imposte da altri. Per questo rivendichiamo la parola “buonisti” e ne facciamo non un recinto ma una base aperta da dove e sulla quale può partire e svilupparsi un discorso e un confronto rivolto a chiunque, ma fondato sulla tolleranza e sul rispetto universali.

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