N° 0, agosto 2018

Immuni e depressi

pubblicato il
19 Agosto 2018

C’è un vaccino di cui nessuno parla. E a pensarci bene è molto strano.

E’ strano perchè è un vaccino miracoloso, capace di mettere d’accordo tutti, persino i più integralisti tra i no-vax. Perchè, sembra incredibile, è un vaccino senza controindicazioni. Un vaccino naturale, facilmente reperibile, che non contiene sostanze chimiche nocive e soprattutto che non alimenta il fatturato delle grandi multinazionali del farmaco (che, per inciso, si arricchiscono molto più con le epidemie che con le vaccinazioni, ma pazienza…).

Un vaccino che può essere somministrato più volte in una vita senza alcuna conseguenza, che non produce assuefazione, e che in certi casi provoca anche una piacevole sensazione di libertà fisica e mentale.

E la cosa prodigiosa è che combatte in modo efficace una malattia che affligge l’umanità sin da quando l’uomo è uscito dal magma, e che nonostante le migliaia di anni di progresso umano e tecnologico, sembra vivere una pericolosa recrudescenza proprio nel terzo millennio.

La malattia si chiama ignoranza, e il vaccino si chiama cultura.

Non se ne parla perchè non fa notizia. Perchè l’ignoranza non viene considerata una malattia, e la cultura è da anni ormai vista come un disvalore. Chi ostenta cultura è snob, radical chic, ha la puzza sotto il naso e nella migliore delle ipotesi se la tira. Già, chi sono questi strani esseri che rivendicano il diritto di avere una competenza specifica e una conoscenza profonda solo perchè sono stati così idioti da passare anni e anni sui libri invece di andarsi a divertire o a studiare “all’università della vita”?

Cosa ci interessa di date, luoghi, eventi storici, scrittori, poeti. Oppure di teoremi, formule, astruse leggi fisiche e matematiche? Che con le poesie e i numeri si mangia forse? A chi interessa accumulare conoscenze, quando si può diventare ricchi e famosi con un reality, o grazie a YouTube. Che se poi sei un po’ più abile, puoi pure entrare in politica, e lì “è una pacchia”. Inoltre studiare a che serve, se ogni giorno sui social puoi diventare facilmente medico, ingegnere, immunologo, allenatore, critico musicale, scienziato, astronomo.

Sapere è rischioso. Ma non per te, bensì per chi vuole fare di te ciò che vuole. Toglierti il diritto ad avere un opinione, grazie al fatto che ignori la storia. Toglierti la capacità di esprimerti, grazie al fatto che non leggi. Toglierti la capacità di ragionare, grazie al fatto che valgono più oroscopi e ciarlatani di ricercatori e scienziati.

Chi si vaccina contro l’ignoranza è immune da tutto questo, ma è immune e depresso, perchè la cultura svanisce sempre più, sull’altare dell’”uno vale uno” (ma uno chi??), e l’epidemia di ignoranti che eleggono un social come loro Bibbia e le fake news come faro illuminante avanza. E ucciderà quel poco di ragione che ancora resta nel mondo.

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2 Commenti
  1. Avatar
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    Faber

    21 Agosto 2018

    Ricordo che all’università il mio professore di Ragioneria Applicata II mi diceva: “il nostro scopo è quello di nutrire le vostre menti e prepararle al mondo esterno”. Leggendo questo pezzo ho ripensato a quanti lo criticavano definendolo “fuori dalla realtà”, “appartenente ad un altra epoca”; quanto aveva ragione il professore L. !

  2. Giuseppe D'Agostino
    Rispondi

    Giuseppe D'Agostino

    21 Agosto 2018

    Grazie Faber, per il ricordo e per la frase, che sottoscrivo in pieno. Ci piace essere fuori dalla realtà

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