N° 0, agosto 2018

Breve storia estiva

pubblicato il
27 Agosto 2018

 

Supermercato di un centro commerciale, un paio di giorni prima del Ferragosto.
La struttura è affollatissima e si stenta a muoversi tra tonnellate di merci ammassate.
Tutte le casse sono aperte, con code simili a serpentoni di carrelli stracolmi di plastica variopinta in offerta.
Gli scontrini si allungano in centimetri e centimetri di carta termica.
I bancomat trasferiscono euro veri e rateizzati dalle carte alle banche. Senza sosta.
Diligenti, io e mia moglie attendiamo il turno nostro.
Il cassiere è un uomo simpatico.
Chiedo se saranno aperti il 15.
Lui dice no.
Io dico bene.
Lui dice no.
È in cassa integrazione.
E andrà solo peggio ché stanno aprendo un altro discount a duecento metri.
C’è già un hard poco oltre.
Male.
Porta la fede il cassiere simpatico.
Accenna ai figli, il cassiere simpatico.
Immagino che sia uno di quelli che ha votato 5S.
Forse dovrei chiedergli se preferisce essere chiamato genitore 1 o papà.
Ma ha le mani grandi il cassiere simpatico.
Nel dubbio che le possa usare per schiaffone 1 e schiaffone 2 evito.
Saluto con garbo e non mi sento felice.
Fine.

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Partigiani del pensiero positivo

Le parole ci definiscono agli occhi degli altri, descrivono ciò che siamo ma soprattutto tagliano via ciò che non siamo o non si presume che siamo, ci delimitano imprigionandoci dentro un tracciato, sia quando le abbiamo scelte noi che quando sono imposte da altri. Per questo rivendichiamo la parola “buonisti” e ne facciamo non un recinto ma una base aperta da dove e sulla quale può partire e svilupparsi un discorso e un confronto rivolto a chiunque, ma fondato sulla tolleranza e sul rispetto universali.

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