pubblicato il
13 Settembre 2018

Entra e ospitami, tu che vieni da lontano
insegnami la fragilità dei confini, la loro incerta esistenza
di nulla.
Entra nella mia casa e sgretola ogni distanza
creiamo nuovi mondi
tra di noi,
tra di noi.

Ancora non so nulla
delle strade
infinite che hai
tracciato, subito, sofferto, pianto e
immaginato – (inventato?) –
prima di arrivare in questo nostro mare
cimitero
e barca, risorsa e
prigione senza sbarre.

Io ora sarei sono il “padrone” di questa “mia” dimora e tu “l’ospite”
ma chi ospita davvero?
e dove siamo?
siamo vicini
e distanti
abitiamo questa strana fessura
che apre verso nuovi alfabeti
che non ci sappiamo (vogliamo?) ancora donare

Ed ora avvicinati senza temere
salviamoci dalle nostre ipocrisie
dalle umiliazioni dell’anima
da questo nostro non capirci mai niente
di questo sterminato foglio mondo e foresta
fitto di abusi di e
violenze

Salvami dalla mia paura
di pensarmi diverso, finalmente
vivo e felice
grazie alla tua presenza.

Salvami,
dalla gioia immensa di cominciare
con te
ad abitare nuovi orizzonti.

Il disegno è dell’artista camerunense Barthélémy Toguo

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Partigiani del pensiero positivo

Le parole ci definiscono agli occhi degli altri, descrivono ciò che siamo ma soprattutto tagliano via ciò che non siamo o non si presume che siamo, ci delimitano imprigionandoci dentro un tracciato, sia quando le abbiamo scelte noi che quando sono imposte da altri. Per questo rivendichiamo la parola “buonisti” e ne facciamo non un recinto ma una base aperta da dove e sulla quale può partire e svilupparsi un discorso e un confronto rivolto a chiunque, ma fondato sulla tolleranza e sul rispetto universali.

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