N° 1, settembre 2018

Università della vita? Ahi! Ahi! Ahi!

pubblicato il
27 settembre 2018

L’OROSCOPO

Dite la verità quando passa alla radio lo ascoltate pure voi!
Sì certo, le stelle non possono incidere sul nostro futuro!
E poi la posizione degli astri muta nei secoli.
E che razza di credenze antiche! Un mondo lontano!
Però sapete che c’è? non sarà vero ma un po’ ci credo. E infatti io, che sono toro, sono testardo e guarda caso mia moglie è scorpione. Coppia perfetta. Già!
Ma c’è una nuova arte divinatoria che da tempo ha soppiantato l’oroscopia: la lettura degli indici di borsa. Siamo onesti, la notizia del segno meno a Wall Street è foriera di pessime giornate, quasi quanto l’altalena dell’incomprensibile spread.
Vediamo di capirci due cose ora e partiamo da un libro, 6|5 di Alexander Laumonier, edito da Nero Edizioni nella collana Not. L’autore è un noto studioso della finanza algoritmica e la storia, raccontata in prima persona dal protagonista di nome Sniper, narra dei decenni che hanno portato alla totale informatizzazione dei mercati finanziari.
Detto così potrebbe essere una roba di una noia mortale, almeno per chi come me di economia ne capisce meno di nulla: vi confesso che preferisco di gran lunga Masterchef o le partite del Palermo. E invece no: Sniper lavora a Mahwah nel New Jersey, dove si trova ciò che continuiamo a chiamare Wall Street. E non è umano, bensì un algoritmo che gira sui server di un grosso operatore finanziario. Ogni giorno che il dio della finanza concede alla terra, Sniper entra in un’arena virtuale dove, contro altri suoi consimili, combatte con lo scopo di massimizzare il guadagno dei sui padroni: quelli famosi dell’1%. Sniper è stato scritto da raffinatissimi matematici che guadagnano cifre a tanti zeri e si ciba di dati: enormi quantità di informazioni di ogni tipo, prodotte nei modi più disparati e fantasiosi, che vengono analizzate per decidere transazioni finanziarie a velocità inimmaginabili per un essere umano. La sua intelligenza artificiale, impara e adopera strategie molto sofisticate. Gli umani davanti ai monitor osservano gli effetti del suo operato, ma vista la frequenza alla quale elabora i dati a sua disposizione, non riescono in molti casi a comprenderne appieno la logica: Sniper prende decisioni, sposta miliardi, ma non si sa perché.
Mettiamola così, il vostro fondo pensione con il quale pensate di trascorrere una serena vecchiaia, è in mano a Sniper e il suo valore dipende da quanto riesce a essere veloce e aggressivo. Più è rapace, più i gestori del vostro fondo guadagnano; voi meno, tutto un discorso che parte dalla crisi dei mercati globali, e poi lo spread, l’austerity. E per veloce si intendono numeri confrontabili con la velocità della luce nei pochi decimetri di fibra ottica, certificati al millimetro, che separano i server di Sniper da quelli della borsa di New York, privilegio questo che costa e anche parecchio.
Certo tutto questo è solo un libro, che per inciso ha già cinque anni. Certo la verità sarà meno romanzata. Eppure di HFT (high frequency trading) si discute molto e da tempo, specie per spiegare i crash devastanti delle borse mondiali. E di matematici, informatici e fisici che si occupano di finanza se ne parlava già trent’anni fa.
Diciamo che il dubbio viene: io quando si narra di mercati e di spread penso a grassocci e impomatati signori, che si sono fatti da sé nelle strade fetide dei bassifondi delle megalopoli americane. Gentaglia con le bretelle unte e il sigaro in bocca che, tra un tramezzino tonno e cetriolo e una sniffata di coca, decidono di sferrare l’attacco ai titoli italiani su ordine di Bildemberg in persona. Lo fanno e ridono sguaiatamente mostrando il dentone d’oro e palpeggiando il sedere della segretaria sosia di Pamela Anderson. Invece il panorama descritto da Sniper è fatto di eterei programmi informatici, scritti da nerds dalla cultura elevatissima, allevati a forza di valanghe di dollari nelle migliori università. Hanno case nelle quali si magnifica la domotica, disseminate di sensori e arredate minimal Zen modello Steve Jobs. Hanno conti in luoghi paradisiaci del globo, destinati a pochi eletti. In tutto questo scenario, lo stato del nostro malconcio stivale, isole comprese, è un dettaglio, un flebile attrattore nello spazio caotico delle configurazioni. Per Sniper e i suoi compari siamo poco più di una nuvola di dati estratti dalle nostre vite geolocalizzate. Ci guardano da un non luogo multidimensionale, in famelica attesa di un pattern che solo loro sono in grado di riconoscere: potenza di calcolo, menti addestrate e costose, investimenti tecnologici smisurati, tutta roba che non è alla portata di un paesello come il nostro che s’interroga ancora su TAV e TAP. Uno scenario che mette in crisi il concetto stesso di democrazia, denunziando una vulnerabile inadeguatezza della politica di fronte a questi colossi finanziari. E se questo vi sembra poco come futuro, sappiate che IBM (ve lo ricordate il vostro vecchio personal compatibile vero?) ha già reso disponibili le prime rudimentali unità quantistiche, che difficilmente verranno utilizzate per sviluppare  versioni avanzate di Worm.
Un tale che si chiama Kurzweil, un pezzo molto grosso di Google, ha teorizzato entro gli anni trenta di questo secolo la comparsa di una discussa singolarità tecnologica, un momento nel quale le menti elettroniche diventeranno molto più veloci e “intelligenti” (su questo termine ci sarebbe da discutere per ore) di quelle umane. A sentire Sniper potrebbe essere già apparsa a Mahwah, proprio mentre dal vostro telefonino guardavate sconsolati l’estratto conto preparandovi a twittare #primagliitaliani. Oppure potrebbe essere in procinto di manifestarsi sui server di Google, mentre DeepMind, l’intelligenza artificiale che su di essi gira da anni, analizza la scansione termica della vostra casa in inverno, per calcolare la probabilità che non possiate pagare la prossima rata del mutuo.
Ancora una volta questi temi sembrano lontani fotogrammi di un film di fantascienza distopica, ma iniziano a essere reali e impattano la nostra vita, colpendo soprattutto i più deboli. E di certo di questo non ne sentirete parlare nei laboratori alchemici dell’università della vita, mentre le stampanti 3D costruiscono ponti meravigliosi dove si gioca e si socializza. O negli estenuanti resoconti sui menù delle cene delle sinistre innamorate dei centri. Anche di quelli commerciali aperti la domenica.
Dite la verità non era meglio quando ridevamo per gli oroscopi?
Alla prossima e saluti da Sniper.

🙏 Sayonara

Chi vuole leggere i post precedenti:
Introduzione

Foto da Pixabay

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