N. 2, ottobre 2018

Università della vita? Ahi! Ahi! Ahi!

pubblicato il
19 ottobre 2018

AGENZIE FUNEBRI

A Scottsdale in Arizona, vicino all’aeroporto di Phoenix (c’è un motivo per questa location) opera dagli anni ’90 la Alcor (https://alcor.org), una “agenzia funebre” piuttosto particolare fondata negli anni settanta e che conserva le spoglie mortali di più di 160 individui oltre a una trentina di animali domestici. In effetti a sentir loro non si tratta di defunti bensì di pazienti in stato di crioconservazione a -193 C, che attendono di essere riportati in vita non appena il progresso scientifico lo consentirà.
Se ne parla neanche a dirsi in un libro (ragazzi, dovete leggere che vi posso dire!) di recente pubblicato in Italia da Adelphi: Essere una macchina di Mark O’Connell, un reportage giornalistico nel quale si racconta il transumanesimo, ovvero quel movimento che vorrebbe accelerare la fusione tra uomo e macchina per un futuro utopico di immortalità, con un genere umano libero dai corpi e vivo in quanto software di macchine potentissime in grado di colonizzare l’universo.
Uno scenario fantascientifico buono per un colossal americano o per un romanzo di Don DeLillo in stile Zero K. Ma ancora una volta non mi interessa tanto il sensazionalismo, ma una possibile analisi di cosa accade oggi alle nostre vite ancora a lungo mortali. E per farlo mi serve osservare tutto questo da un luogo particolare situato nello stato di Asgardia. Se state provando con Google Maps avete già perso tempo, perché Asgardia si muove sulle nostre teste in un satellite (se volete diventare cittadini di Agardia trovate le informazioni qui: https://asgardia.space/en/).
Asgardia è un esperimento e in orbita si comprende bene l’obsolescenza dei confini e delle nazioni. Il dato importante per il mio discorso non è però il sogno di qualche scienziato eccentrico, ma la pervasività della tecnologia e l’attrazione per i capitali che permettono oggi ciò che per noi piccoli mortali sono strambe follie.
Sia in Alcor che in Asgardia ci sono investimenti non banali e, soprattutto, dispiego di tecnologie avanzate e ricercatori che oggi stanno lavorando per catapultare gli umani fuori dal loro corpo e dal loro pianeta, che forse è lo stessa cosa: ancora una volta soldi e cultura scientifica in simbiosi fortissima. A questo punto però lasciate da parte la fascinazione del progresso prossimo venturo e iniziamo a chiederci per chi queste strutture stanno lavorando. Per l’umanità viene da dire, ma per quale umanità? Se intendete per tutti noi vi chiedo di rifletterci su e continuare a seguirmi.
Chi è “conservato” in Alcor paga tra gli 80000 e i 200000 dollari, dipende se chiede il solo trattamento della testa o dell’intero corpo. Penso che i costi saranno ancora più alti in futuro e già si parla di polizze in vita che coprano le spese. Nell’impianto lavorano tecnologi di livello e vengono impiegati sistemi avanzati di gestione e intervento che assicurano la catena del freddo per tempi non prevedibili. Oltre ad Alcor alcuni laboratori sparsi nel mondo impiegano poi ricercatori e strumentazione avanzata per analizzare, sezionare e studiare il cervello umano e il suo funzionamento, mentre altri stanno lavorando a macchine e algoritmi che permettano di simulare quel cervello. Il tutto perché un giorno quel cervello sospeso nell’azoto liquido possa essere caricato su una macchina che lo simuli risvegliando di fatto la mente del defunto. Tutta roba serissima che riceve finanziamenti da fondi e supporto da persone molto note del jet set tecnologico: tipo Bezof alias Amazon, Musk alias Tesla, Kurzweil alias Google. Tutti studi che avranno ricadute pratiche anche nelle vite di tutti i giorni di questo mondo 4.0. Nel frattempo capitali privati sono in grado di piazzare in orbita un satellite, solo per un esperimento di fondazione di una struttura statale, fuori dai confini terrestri. Avete idea però che significa poter spostare le isole Cayman in un posto dove la guardia di finanza non può nemmeno arrivare, vero?
All’opera ci sono elites tecnologiche e finanziarie, che oggi lavorano in perfetta sincronia per drenare ricchezza e concentrarla in pochissime mani: tu compri un pupazzetto con il reddito di cittadinanza su Amazon, Bezof incassa e si paga per dire un pezzettino di illusione d’immortalità. Sono forse gli stessi che ci dovrebbero prestare quel 2.4% di deficit sul Pil per far arrivare qualcosa ai poveri italici e che mentre ci fanno il rating, studiano come fare il download di un neurone. Sono parte di un sistema estremamente complesso, cresciuto nelle migliori strutture accademiche della terra, polarizzato da stipendi favolosi che possono garantire giochini tipo surgelare un cane per ritrovarselo in una prossima vita. Che dite ci somigliano ai faraoni egiziani che pagavano sofisticati e inutili rituali di mummificazione? Il mondo in fondo non è cambiato tanto nei suoi fondamentali, sono cambiate le religioni e leggere le interviste dei transumanisti ha un retrogusto di spiritualità , sempre se fai parte della corte dei faraoni digitali s’intende.
Lo dico meglio, i soldi per il reddito di cittadinanza in Italia ce li presteranno entità complesse e apolidi, neanche totalmente umane, che appena potranno non saranno neppure terrestri. Noi menti semplici e sovranisti intanto litighiamo per quali bambini possono mangiare a mensa, trascurando che il problema è che i soldi per la mensa non ci sono più (a proposito, cari lodigiani benvenuti al sud). Servono tutti per surgelare un broker australiano in un dewar pieno di azoto liquido in Arizona, che poco prima di spirare verrà caricato su un volo speciale e appena atterrato (capite a che serve la location?) trattato dei reparti Alcor con liquidi antigelo.
Con buona pace del dio Thot che nell’antico Egitto lo avrebbe almeno aspettato con la Maat per pesarne l’anima, mentre domani basterà una firma in calce alla polizza, mentre i bambini di ogni etnia litigheranno a Lodi per i panini col salame del capitano.

🙏 Sayonara

Chi vuole leggere i post precedenti:
Introduzione
L’oroscopo
L’aria fresca

Foto da Pixabay

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