pubblicato il
4 Settembre 2018

Uno vale uno.
Hanno detto bene i 5S nei loro slogan, perché ogni singolo voto, in democrazia, deve essere rispettato. Noi sconfitti alla fine che possiamo se non uniformarci al volere della maggioranza, che ha chiesto interventi ben specifici?
Ora però leggete qui: https://www.valigiablu.it/vaccini-dibattito/
Adesso non è che voglio mettermi a fare il solito pistolotto sui vaccini, ecco. Vi consiglio l’articolo solo perché fa capire che il problema ha la sua brava complessità, che forse va oltre il tanto discusso obbligo. Quello che invece mi interessa sono i numeri della copertura anche pre legge Lorenzin. Dal cancan mediatico ci si potrebbe aspettare che una moltitudine di famiglie fosse pronta a prendere le armi e occupare le piazze contro la scellerata scelta del governo. Invece era oltre il 90%. La copertura dico. Abbiamo discusso per mesi e litigato per qualche punticino percentuale di esagitati che hanno inondato le bacheche dei social di sciocchezze, mentre la quasi totalità pensava ai diari e alla carta igienica da portare nelle scuole più che al certificato sanitario. Parliamo di numeri da plebiscito, eh!
Questo per dire che un conto è la percezione dei social drogati da attivisti e algoritmi, un altro è il mondo reale, nel quale uno vale proprio zero se non hai un reddito di sostentamento o se la tua piccola attività è sommersa dalla burocrazia fiscale italica, mentre provi a competere con i cinesi.
Ora, su questi due temi, l’eterogenea maggioranza di governo ha avuto un mandato chiarissimo e ci si dovrebbe interrogare sul perché ci abbia invece scartavetrato i genitali, per settimane, con argomenti marginali e di dubbia eticità.
Non si vuole qui dire che è perché il singolo loro elettore finite le elezioni vale zero, ma il dubbio resta. Io fossi in loro non avrei neanche l’ardire di farmi vedere in giro a fare selfies. Starei barricato a palazzo Chigi a far quadrare gli interventi per assicurare il reddito di cittadinanza e la flat tax.
Ma ancora una volta il mio scopo è portarvi su un altro binario. Perché forse l’argomento che ci dovrebbe preoccupare in tutto ciò è la scomparsa della realtà, che alla fine interessa tutti, maggioranza e minoranza, buonisti e cattivisti. Continuiamo infatti a leggere di fazioni opposte che si scontrano, pensando che siano eserciti numerosi, ma la mia sensazione è che stiamo annegando nella melma dovuta alla liquefazione improvvisa della vita reale come la ricordiamo. I vaccini sono un problema o no? I lager libici esistono o no? Il lavoro c’è o no? La maggioranza esiste o no? Gli immigrati sono buoni o cattivi? E nel tentativo di recuperare senso ci abbeveriamo a presunti flussi salvifici pregni di verità documentali: social, media, influencers, spin doctors.
E così siamo arrivati al punto. Uno vale uno, ok, ma uno di quale realtà? Siamo sicuri di avere la capacità e la voglia di sapere davvero la verità?
Ora fatevi un giro qui:https://www.forbes.it/sites/it/2018/08/28/deep-fake-tecnologia-video-audio-bufale-virali-web/#5cf4cac23b52
Anche questa volta se volete leggere tutto l’articolo fate pure, ma le due cose importanti sono il falso (ma come fate a esserne sicuri?) video di Obama che mostra la potenza raggiunta dal software di realtà virtuale e l’attenzione da avere per gli usi strumentali delle tecnologie digitali.
Pensate adesso di non andar a genio al vostro collega, magari per motivi di tifo calcistico, e che il vostro amico conosca uno degli spin doctors cattivi. Così vi ritrovate protagonisti su tutti i social in un video gay, giusto voi che io ho tanti amici gay, ma… avete applaudito giusto ieri il provvedimento per affidare questi poveri malati alle cure psichiatriche. Se avete letto l’articolo vi servirebbe di corsa una intelligenza artificiale per svelare il fake, ma l’Italia, mannaggia la pupazza, non si può più permettere alcuna indipendenza informatica, ché giusto ieri è uscita finalmente dall’euro e ha altre priorità e di queste cose se ne occupa per noi la Cina. Niente miei cari finisce che ci ritroviamo nella stessa corsia, ad aspettare per l’elettroshock, mentre parliamo di calcio e di femmine. Capita, può capitare.
Cose di fantascienza, vero? E di democrazia. Perché quando la realtà svanisce uno vale quanto passa il governo, che non decidete più voi, ma l’algoritmo popolare. Cose tremendamente reali, quindi difficilmente comprensibili per noi menti semplici, amanti dei top trend di twitter, che di realtà non sappiamo più parlare.

🙏 Sayonara

Foto da Pixabay

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Le parole ci definiscono agli occhi degli altri, descrivono ciò che siamo ma soprattutto tagliano via ciò che non siamo o non si presume che siamo, ci delimitano imprigionandoci dentro un tracciato, sia quando le abbiamo scelte noi che quando sono imposte da altri. Per questo rivendichiamo la parola “buonisti” e ne facciamo non un recinto ma una base aperta da dove e sulla quale può partire e svilupparsi un discorso e un confronto rivolto a chiunque, ma fondato sulla tolleranza e sul rispetto universali.

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